La fine di un’avventura!

5 gennaio 2011 Lascia un commento

Ho deciso di lasciare il Centro di Formazione CRI “E.Rossi” in seguito a quanto è accaduto e sta accadendo all’interno della Croce Rossa Italiana. Pochi giorni fa un’azione esclusivamente politica, che poco ha a che fare con una corretta gestione dell’associazione ha causato l’estromissione  del nostro Presidente Regionale, democraticamente eletto da oltre 400 delegati a loro volta regolarmente eletti.

Il Centro di formazione CRI nasce dalla visione lungimirante di Dante Ferraris, che ha saputo costruire una sede dedicata alle attività di emergenza e alla formazione in un periodo di tempo in cui di protezione civile moderna poco si parlava.

In questi 15 anni di attività, abbiamo saputo interpretare bisogni, confrontarci con diverse realtà,  e sostenere molti volontari non solo CRI nell’approcciare una materia spesso nuova e sconosciuta legata alle attività di emergenza e di protezione civile.

Il centro di formazione è ovviamente solo una delle moltissimi azioni che sono state concepite e sviluppate da Ferraris in questi anni, guardando sempre avanti nell’interesse dell’associazione e del volontariato in generale.

Eliminare Ferraris dal ruolo di Presidente Regionale (non lo chiamo Commissario perché ripeto Ferraris è stato eletto e non nominato) significa indebolire stupidamente la nostra associazione, privandola di capacità, competenza e soprattutto passione difficilmente sostituibili, privando di significato il lavoro svolto in questi anni.

Rivolgendomi a tutti i volontari che hanno partecipato alle nostre iniziative esprimo un vero ringraziamento per quanto hanno dato e per quanto potranno dare in futuro. Non lascio la Croce Rossa, ma il ruolo di Direttore del Centro di Formazione.  Spero che sia l’ultima volta che un Commissario Nazionale qualunque nominato da un Governo possa nuocere alla nostra Croce Rossa.

Pubblico di seguito la lettera di commiato del Presidente Regionale Dante Paolo Ferraris pubblicata anche (per il momento) sul sito internet del Comitato Regionale CRI.

Gianluca Cravera

Commiato del Commissario Regionale
Questa è la mia lettera di commiato. Sono stati questi ultimi cinque anni, per me, veramente entusiasmanti, ho conosciuto molte persone, tanti volontari e dipendenti di questa Associazione operosi e onesti, ho altresì conosciuto persone con cui mi sono confrontato anche intensamente, ma dal cui confronto è nata stima e considerazione. Ho conosciuto persone che non avrei voluto conoscere, ma anche tante persone che avrei voluto conoscere meglio.
Insieme a questi, abbiamo dato una nuova veste alla nostra Associazione a livello regionale, abbiamo costruito insieme momenti aggregativi di discussione e di svago, con voi abbiamo rilanciato un’immagine di una associazione attenta e vicino al bisogno, insomma tanto è stato fatto ma altresì tanto si deve ancora fare.

Tutto ciò, in un momento in cui le menti eccelse scappano dal nostro paese, ove la mediocrità dell’opportunista si veste da rinnovatore o da innovatore, dove la saggezza dell’anziano deve fare posto a chi intende costruire un futuro senza riconoscere la morale della storia.
Ove l’invadenza dei partiti e della politica, con la p. minuscola entra a piè pari anche nel volontariato, ove l’immagine di se stessi vale di più del fare, ove l’aziendalizzazione del nostro volontariato è diventato lo strumento di pareggio di bilancio, ove parole come sacrificio sono sostituite da regolamenti, codici etici, ove il merito professionale dei nostri dipendenti soprattutto precari è oggetto di sfruttamento, ove la verità è quella della televisione e non dei fatti concreti, potrei continuare per ore, ma preferisco fermarmi.

Come sapete, in quanto già ampiamente ripetuto, mi sono sentito in prestito nel ricoprire un ruolo più grande del me. Ma proprio perché l’incarico finora ricoperto è stato voluto attraverso una democratica elezione, mi sono sentito onorato di tanta benevolenza e considerazione e su queste basi ho lottato per il rispetto del valore assoluto delle nostre unità territoriali e del nostro volontariato. Stranamente non mi sento affranto nel lasciare l’incarico, proprio perché chi ha deciso ciò non sono i soci che mi hanno eletto, che ancora in queste settimane mi hanno attestato stima e riconoscenza, ma è un singolo non appartenente alla nostra Associazione, investito di un incarico politico.

Mi sento fiero di aver potuto rappresentare questa magnifica regione, mi sento orgoglioso di aver percorso insieme a Voi un tratto della mia vita. Vi ringrazio per ciò che mi avete donato, amicizia, esperienza, condivisione, gioie. Vi ringrazio altresì della comprensione che avete avuto nei miei confronti sopportando i miei modi burberi e provinciali, Mi sento in debito per la spalla offerta quando ho dovuto confrontarmi con il tradimento, l’ipocrisia e l’infamia.
Non rimpiango nulla di ciò che ho fatto, ripercorrerei la stessa strada, nonostante sapessi quali dolori e dispiacere mi procurerebbe, in quanto sono convinto di essere nel giusto.

Fatto questo excursus mi viene da dire, al momento del commiato da voi, di fronte a tutte quante le trasformazioni che sta subendo la nostra associazione, di cui tanto abbiamo discusso, che sono venute meno le ragioni per cui un uomo di libero pensiero, possa continuare ad essere l’esecutore di un disegno non condiviso e talvolta contraddittorio, in cui creatività e pensiero divergente si scontrano contro interessi ad personam.

Così ritorno ad essere l’uomo libero di un tempo, per affidare da oggi il mio pensiero, il mio tempo, la mia scrittura a ciò che amo di più. Tornerò ad essere quello che sono sempre stato un volontario.
Nutro in me l’orgoglio – invece – di ricordare tutti quelli che, nel bene e nel male, hanno collaborato, insieme a me per il rafforzamento della solidarietà, in cui la persona umana è stata sempre messa al centro di ogni attenzione e passione.

Non posso che dirvi GRAZIE

Dante Paolo FERRARIS

EMERGENZA PAKISTAN SMS SOLIDALE 45509

4 settembre 2010 3 commenti

AL VIA DA SABATO 4 SETTEMBRE LA RACCOLTA FONDI DELLA CROCE ROSSA ITALIANA TRAMITE SMS IN FAVORE DELLE POPOLAZIONI COLPITE DALLE ALLUVIONI

Per donare 2 euro alla Croce Rossa Italiana “Pro Emergenza Pakistan” da oggi, sabato 4 settembre, è possibile inviare un SMS da numeri TIM, Vodafone, Wind, 3 e da rete fissa Telecom Italia al 45509. La Croce Rossa Italiana ha attivato altre modalità per raccogliere fondi in favore delle popolazioni colpite dalle alluvioni in Pakistan: 

– Dal sito www.cri.it donazione online causale “Pro emergenza Pakistan”; 

– bonifico bancario causale “Pro emergenza Pakistan” IBAN IT66 – C010 0503 3820 0000 0218020 

I contributi raccolti dalla CRI saranno impiegati a sostegno delle attività di assistenza alle popolazioni pakistane in stretta collaborazione con la Federazione Internazionale delle Società di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa, il Comitato Internazionale della Croce Rossa e la Mezzaluna Rossa Pakistana. 

“A più di un mese dall’inizio delle piogge monsoniche che hanno provocato le devastanti inondazioni in Pakistan, restano drammatiche le condizioni della popolazione. Sono 18 milioni le persone colpite dalle alluvioni, di queste circa 8 milioni hanno urgente bisogno di beni di prima necessità (come acqua potabile, cibo e medicinali, ripari d’emergenza), e 4,8 milioni sono i senza tetto”, ha dichiarato il Commissario straordinario della Croce Rossa Italiana, Francesco Rocca. “Ad oggi 80mila persone sono state raggiunte dalle unità sanitarie della Mezzaluna Rossa del Pakistan. La Croce Rossa, insieme alla Mezzaluna Rossa pakistana, ha distribuito cibo a 66.969 famiglie (circa 465mila persone) e materiale di soccorso come tende, kit igienico-sanitari, stoviglie a 28.404 famiglie (più di 195mila persone)”, ha concluso Francesco Rocca.

Progetti comuni per la Protezione Civile

22 giugno 2010 Lascia un commento

L’evoluzione dello scenario in cui opera la protezione civile italiana è noto a molti, basti pensare a come si attiva il sistema anche in territori di minuscole dimensioni.

Appare evidente che, le realtà che in questi anni hanno saputo investire nella creazione di un vero e proprio sistema sinergico in grado di coinvolgere con lo stesso impegno soggetti diversi (volontariato, enti locali, regioni, strutture nazionali….), oggi sono concretamente pronte ad affrontare le criticità con una complessità differente.

E’ giunto il tempo di iniziare a pensare in maniera più complessa rispetto al ruolo che le forze di protezione civile possono e devono avere, occorre fare sistema all’interno del sistema. Se oggi la forza di risposta è la sommatoria di tanti piccoli sforzi, occorre passare ad un modello dove le sinergie possono essere la vera risposta alle criticità.

Non è più sufficiente essere dotati di tanti piccoli serbatoi di competenze e specializzazioni, occorre definire un progetto comune in cui siano chiari i ruoli, le responsabilità e soprattutto la visione d’insieme dell’opportunità che le forze di protezione civile possono cogliere all’interno del contesto sociale e territoriale in cui operano.

Se oggi il coordinamento del volontariato di protezione civile è una delle migliori forme di organizzazione prevista, occorre fare un passo avanti, dotando lo stesso coordinamento di un’anima più forte e soprattutto di un progetto in grado di catalizzare a se altre forze/istituzioni.

Spesso la missione del coordinamento non è così chiara e condivisa, e ciò comporta una capacità ridotta rispetto alle potenzialità della struttura, si tende a lavorare su impulsi, con scarsa capacità di previsione e di visione rispetto ad esigenze latenti o emergenti.

Le curve dell’apprendimento

Spesso dopo un’emergenza, magari di elevata entità, si susseguono per lunghi e interminabili periodi delle tempeste formative o informative. Gli enti istituzionali e non fanno a gara (nel senso buono del termine) per organizzare corsi e incontri formativi specifici sul rischio che ha coinvolto il territorio.

Il motto è: “battiamo il ferro finché è caldo”, ovvero approfittiamo di un momento in cui l’attenzione delle persone coinvolte è alto per riuscire a coinvolgerne quante più possibile in un’azione di prevenzione.

Tale teoria non è affatto errata, anzi risulta essere efficace ed efficiente, tuttavia non basta, si deve trattare solamente dell’inizio di un sistema che dovrà essere continuamente alimentato e aggiornato.

L’apprendimento della popolazione verso la tutela dei rischi deve continuare per un periodo di tempo illimitato e deve essere uno degli obiettivi che il volontariato e le istituzioni dovrebbero darsi, soprattutto nei territorio più soggetti a rischi.

La vera difficoltà nel continuare ad organizzare corsi o incontri sarà proprio quella di andare a stimolare un interesse anche dopo molto tempo dal verificarsi dell’emergenza.  Come? Intanto adottando un linguaggio il più semplice possibile, comunicando la protezione civile come un qualcosa che serve e funzione tutti i giorni, che è utile a te stesso ma anche alle persone che ti stanno attorno. per incrementare il coinvolgimento può essere utile utilizzare diversi format comunicativi che vanno dalla commedia teatrale, alla lettura ad alta voce, al quiz , alla radio, insomma in funzione del target che si vuole coinvolgere occorrono utilizzare particolari linguaggi comunicativi.

Un conto è conoscere gli argomenti trattati, un conto è fare in modo che tali argomenti siano fatti propri da chi ti ascolta e, nel caso della protezione civile, questo passaggio non è affatto secondario.

Esame per formatori di protezione civile

23 maggio 2010 Lascia un commento

Giovedì 27, venerdì 28 maggio e lunedì 7 giugno alle ore 21.00 si svolgeranno gli esami per formatori in ambito di protezione civile. E’ giunto a conclusione la scorsa settimana  il primo corso per formatori, saranno 13 i prossimi canditati ammessi a sostenere l’esame.

Il corso della durata di 20 ore ha visto l’alternarsi di momenti di teoria a momenti di esercitazione e simulazione attraverso i quali i partecipanti hanno avuto modo di provare a tenere delle vere lezioni simulando di essere di fronte a ad un pubblico eterogeneo. Il corso è stato strutturato in modo tale da consentire ai potenziali formatori di preparare a casa le lezioni e di provare in un’aula alcuni “pezzi di lezioni” con lo scopo di ricevere dal tutor o dagli altri partecipanti feedback individuali finalizzati al proprio miglioramento.

Ringraziamo per la partecipazione i candidati all’esame augurando loro un successo. Il prossimo corso sarà programmato per l’autunno.

8 maggio giornata mondiale della Croce Rossa. Convegno a Torino sul tema CRI & Comunicazione

Sabato 8 maggio in occasione della giornata mondiale della Croce Rossa, il Comitato Regionale CRI del Piemonte ha organizzato un convegno dal titolo: ”La comunicazione e la Croce Rossa Piemontese tra “propaganda” e pubblicità”. Vi aspettiamo alle ore 10.00 presso la sala Dunant in via Bologna 171 a Torino.

Di seguito il programma del convegno:

ore 10:00 Introduzione dei lavori, presentazione delle attività svolte e dei relatori

Dante Paolo Ferraris – Commissario Regionale CRI PIEMONTE

Moderatore Dottor Antonino Calvano – Commissario Provinciale CRI TORINO

 

I media e le emergenze: l’immagine del volontario attraverso le pagine dei giornali

Dottoressa Antonella Mariotti – “La Stampa”

 

Il ruolo della comunicazione interna quale strumento di gestione del cambiamento

Dottor Gianluca Cravera – Newton Management Innovation – Gruppo Sole 24 ore

I nuovi mezzi di comunicazione e l’integrazione con lo sviluppo associativo del Comitato Regionale CRI Piemonte

Dottoressa Sabrina Montagna – Politecnico di Torino – Ingegneria del Cinema e dei mezzi di comunicazione

Televisione e crescita della Croce Rossa in Piemonte

Architetto Piero Manera – Federazione Radiotelevisioni – Gruppo Rete 7

La CRI del Piemonte corre sul web

Ingegnere Pier Luigi Passaro

I giovani e la comunicazione

Pioniere Marco Beltrametti

ore 12:00 Conclusione dei lavori e rinfresco

Aula Dunant

CROCE ROSSA ITALIANA – COMITATO REGIONALE DEL PIEMONTE – Via Bologna 171 TORINO

Il primo principio della Croce Rossa, il caso di Bergamo e la legge 194/78

29 aprile 2010 Lascia un commento

Primo principio – Umanita:  “Nata dal desiderio di portare soccorso senza discriminazione ai feriti dei campi di battaglia, la Croce Rossa, sotto l’aspetto internazionale e nazionale, si sforza di prevenire e lenire in ogni circostanza le sofferenze degli uomini, ha lo scopo di proteggere la vita e la salute nonché di far rispettare la persona umana. Essa favorisce la comprensione reciproca, l’amicizia, la cooperazione ed una pace duratura fra tutti i popoli.”-

È proprio nel rispetto del primo principio che orienta la nostra azione quotidiana, che ci sentiamo in dovere di commentare/condannare l’ennesimo abbandono di neonato.

Ma cosa si intende per abbandono? Il concetto di abbandono, nel diritto come nella vita sociale, si struttura sul riconoscimento che vi sia da una parte una persona non in grado di badare a se stessa in modo adeguato per insufficienze fisiche, mentali o di sviluppo e, dall’altra qualcuno che omette il dovere di prendersene cura.

Come in quest’ultimo caso, l’abbandono mette a repentaglio la vita, in altri casi può comunque comprometterla  seriamente. Il codice penale italiano individua l’ipotesi dell’infanticidio in condizioni di abbandono morale e materiale (art. 578 c.p.) commesso dalla madre, o da chi per essa ,o contro il volere della stessa. Quest’ultima precisazione è assolutamente doverosa in quanto non sempre è colpa della madre, basti pensare ad esempio al mondo della prostituzione.

Molti abbandoni avvengono attraverso i canali ufficiali all’atto della nascita, nei primi giorni o mesi di vita per cause legate alle condizioni di estremo disagio in cui versa la famiglia e, qui si, in particolare la madre.

Ma perché si arriva a non desiderare il proprio figlio sino ad abbandonarlo o peggio sopprimerlo? In alcuni casi il tutto matura all’interno del mondo della prostituzione contro il volere della donna stessa, ma in altri casi quando una donna rimane incinta e non desidera il bambino può arrivare persino ad odiarlo per motivi più o meno giustificati: immaginate tutte le gravidanze non volute, le donne vittime di famiglie o partner violenti, i casi di stupro, lo stupro etnico.

Questo odio caratterizza tutta la gravidanza, il parto e il rapporto con il neonato che finisce nel migliore dei casi con l’abbandono ai fini dell’adozione, nel peggiore con l’abbandono e/o la soppressione.

Purtroppo a volte, il figlio non desiderato, anche se concepito in circostanze apparentemente meno drammatiche, investito di cariche affettive distruttive, viene ucciso e/o gettato in un cassonetto come un “rifiuto” (Liliana Bal Filoramo, “ I nuovi esposti” 1993).

In Italia esiste dal 1978 la legge 194 sulla interruzione volontaria della gravidanza, confermata da consultazione referendaria del 17 maggio 1981, che consente alla donna oltre ai casi consentiti dalla legge per IVG, il diritto di lasciare il bambino in affido all’ospedale per una successiva adozione e rimanere anonima.

È quindi nell’ottemperare al primo dei sette principi del Movimento, che ci rivolgiamo “idealmente” agli autori del gesto e a tutti coloro che intendono perpetrarne di simili e, loro chiediamo il rispetto della persona umana. NON ABBANDONATELO, non vi fidate delle garanzie fornite dalla legge, NON SOPPRIMETELO, fate in modo che possa essere ritrovato in tempo, LUI/LEI NON HANNO COLPA e a VOI NON COSTA NULLA.

Questa sera Facebook, i blog e i nuovi strumenti per comunicare!

14 aprile 2010 Lascia un commento

Le nuove tecnologie e i nuovi strumenti di condivisione e coinvolgimento sono al centro dell’attenzione questa sera presso il centro di formazione CRI “E.Rossi”. inizia infatti questa sera il corso “Da Facebook ai blog nuovi strumenti per comunicare”. Si apre un’altra frontiera che coinvolge non solo il mondo della comunicazione ma anche quello del volontariato riuscendo attraverso i nuovi media ad instaurare un rapporto più vicino e trasparente con tutti gli iscritti.

Il corso inizia alle 21.00 presso il centro di formazione CRI “E.Rossi” in strada Pontecurone 19 a Valenza (AL)

Sintesi del corso

I nuovi sistemi di comunicazione, ed in particolare i social network e i blog consentono di comunicare le fasi dell’emergenza in maniera differente diventando uno strumento di diffusione, ma anche di raccolta delle informazioni. Conoscere e utilizzare i nuovi strumenti da Facebook a Twitter ai blog, risulta efficace non solo in emergenza ma anche per attività istituzionali del volontariato. Il corso si propone di presentare i punti di forza e di debolezza dei nuovi strumenti proponendo casi reali di successo.

 

Programma:

Lezione 1: concetti base e propedeutici del web 2.0. Cosa sono le reti, le reti sociali e la transazione dal web tradizionale al 2.0; i blog, facebook, twitter, friendfeed: funzionalità e potenzialità in emergenza e non. Esempi

Lezione 2: workshop – utilizziamo FB, TW e Blog, per migliorare le comunicazioni/informazioni in situazioni di emergenza e in situazioni di pace. Esempi concreti.

Lezione 3: Approfondimenti, domande e proposte.

 

Calendario:

Mercoledì 14 – Lunedì 19 – Mercoledì 21 aprile ore 21.00 – 23.00

Tutti numeri del terremoto in Abruzzo!

8 aprile 2010 1 commento

Vi segnaliamo un interessante articolo tratto dal Sole 24 ore (www.sole24ore.it) sui principali numeri che hanno caratterizzato l’emergenza Abruzzo.

Ecco i numeri dell’emergenza abruzzo forniti da  dipartimenti e associazioni che hanno dato il loro contributo per la ricostruzione dopo il terremoto di un anno fa. A partire dai più drammatici, quelli del sisma. I DATI DELL’ISTITUTO DELL’ISTITUTO NAZIONALE DI GEOFISICA E VULCANOLOGIA (www.ingv.it) Alle 3.32 del 6 aprile iniziarono le scosse sismiche a 8.8 chilometri dalla superficie, di magnitudo 5.8 della scala Richter. Il terremoto, il cui sciame proseguì per giorni, causò la morte di 308 persone. “Tre eventi di Magnitudo superiore a 5 sono avvenuti il 6 aprile (Ml=5.8), il 7 aprile (Ml=5.3) e il 9 aprile (Ml=5.1). I terremoti di Ml compresa tra M=3.5 e 5 sono stati in totale 31. Dall’esame dei segnali riconosciuti automaticamente alla stazione INGV MedNet de L’Aquila (AQU, ubicata nei sotterranei del castello cinquecentesco), sono state conteggiate oltre 20.000 scosse. La distribuzione in pianta delle repliche evidenzia molto bene l’area interessata dalla sequenza sismica che si estende per oltre 30 km in direzione NO-SE, parallelamente all’asse della catena appenninica. La replica più forte, registrata alle 19:47 del 7 aprile, ha interessato il settore più meridionale dell’area, in prossimità dei centri di San Martino d’Ocre, Fossa, San Felice d’Ocre, dove erano state localizzate piccole scosse nella stessa giornata. L’evento del 9 aprile di Ml=5.1 è localizzato invece più a nord, lungo una struttura di più limitata estensione, sempre parallela alla catena appenninica. I terremoti della sequenza sono avvenuti principalmente nella crosta superiore, entro 10-12 km di profondità. Solo l’evento Ml=5.3 del 7 Aprile a SE di L’Aquila ha una profondità di circa 15 km “.

I DATI DELLA PROTEZIONE CIVILE (www.protezionecivile.it) L’EMERGENZA – Meno di un’ora dopo la scossa, si riunisce l’Unità di crisi della Protezione Civile: la macchina dei soccorsi messa in campo consente di avere in Abruzzo a 48 ore dal sisma oltre diecimila soccorritori tra vigili del fuoco, forze armate, forze dell’ordine, personale della Croce Rossa e volontari in grado di assistere 27.772 sfollati, di cui oltre 17mila nelle tende e 10mila negli alberghi e nelle case private. Pochi giorni dopo, al picco dell’emergenza, i soccorritori sono 17.618 e le persone assistite 67.459 (35.690 in tenda e 31.769 in hotel o case private). Complessivamente vengono realizzate 171 tendopoli con 5.957 tende. Gli interventi svolti dai vigili del fuoco sono 202 mila (un quarto del totale nazionale) e e oltre un milione e 300 mila i pasti distribuiti. Il costo complessivo della prima fase dell’emergenza è di 456,3 milioni. I SOPRALLUOGHI DI AGIBILITA’ – Sono 80mila i sopralluoghi effettuati da cinquemila tecnici, per un totale di 73.521 verifiche su edifici pubblici e privati. Le strutture totalmente inagibili o inagibili per rischio esterno sono il 32,1% di quelle private, il 21,2% di quelle pubbliche e ben il 53,7% di quelle che rientrano nel patrimonio culturale. Più della metà degli edifici privati e pubblici (52% e 53,6%) sono risultati invece agibili. Sono, infine, il 15,9% del totale le case che dichiarate parzialmente inagibili . LA RICOSTRUZIONE – A tre settimane dal terremoto il consiglio dei ministri riunito all’Aquila annuncia il piano C.a.s.e.: i lavori degli edifici antisismici partono l’8 giugno 2009 e il 19 febbraio vengono consegnati al comune dell’Aquila gli ultimi edifici. Complessivamente vengono realizzati 185 edifici nel comune aquilano, per un totale di 4.449 appartamenti che ad oggi ospitano circa 15mila persone. Il costo complessivo dell’intero progetto è di 792 milioni. Contestualmente si procede alla realizzazione dei Map, i Moduli abitativi provvisori. Le villette sono 3.535, per un totale di circa 8.500 persone. Il costo complessivo dei Map è di 230,6 milioni. 412 persone stanno invece usufruendo degli affitti del fondo immobiliare all’Aquila mentre 1.945 godono di affitti concordati con il Dipartimento della Protezione Civile. Negli alberghi sulla costa restano infine 1.850 persone (mille che stanno riparando le loro abitazioni e gli altri che hanno deciso di optare per il contributo di autonoma sistemazione), mentre a L’Aquila ci sono ancora 2.455 persone negli alberghi, 622 negli appartamenti realizzati per il G8 nella caserma della Gdf a Coppito e 146 nella caserma Campomizzi. SCUOLE, UNIVERSITA’ E CHIESE – A settembre tutti i 17.567 studenti delle scuole del cratere hanno ripreso l’attività nelle 32 scuole realizzate (Musp, moduli uso scolastico provvisorio). Il costo delle nuove scuole è di 81 milioni ai quali si aggiungono i 30,6 milioni spesi per gli interventi su quelle già esistenti e danneggiate (59 in totale). Anche l’università ha riattivato i corsi in strutture temporanee con il numero degli iscritti che è passato dai 23.200 di prima del terremoto ai 21.600 dell’anno accademico 2009-2010. Interventi sono stati effettuati anche nelle chiese: 73 sono state ripristinate mentre altre 3 sono state costruite ex novo, per un costo di 736mila euro. APPALTI – Per realizzare tutte le opere sono state espletate 446 procedure di gara e sottoscritti 540 contratti con 219 imprese appaltatrici e 1.559 subappaltatrici per un importo complessivo di un miliardo e 107 milioni. 343 milioni sono invece gli importi relativi ai subappalti, ai noli e delle forniture autorizzate. In questi mesi, afferma il Dipartimento, nessun rilievo è stato formulato dalla Corte dei Conti. DONAZIONI – La solidarietà ha consentito di accumulare oltre 67 milioni, in parte già spesi e in parte ancora da spendere. E proprio per decidere come utilizzare i fondi ancora a disposizione, il prossimo 7 aprile si riunirà il Comitato dei Garanti, presieduto dall’ex presidente del Senato Franco Marini.

I DATI DELLA CROCE ROSSA (www.cri.it)

Ad un anno dal terribile terremoto la Croce Rossa Italiana che quella notte arrivò sul posto immediatamente con i volontari abruzzesi prima e con tutta la struttura nazionale poi, continua il suo impegno per le popolazioni abruzzesi. Le donazioni degli italiani pro Abruzzo hanno raggiunto al cifra record di 11.320.875,84 euro. l’Associazione ha ricevuto, in più, 2 milioni di euro in donazioni di beni e materiali. Queste risorse sono state in parte utilizzate per la costruzione delle case in legno della frazione di Onna, consegnate il 15 settembre 2009. In questi mesi la Croce Rossa Italiana, sul posto, ha impegnato quasi 10 mila fra volontari ed operatori, ha gestito 15 campi attendati e un campo base producendo oltre 2 milioni di pasti. Ha inoltre gestito 10 PMA (ospedali da campo) e svolto per tutto il periodo successivo all’emergenza una costante attività di supporto psicosociale a favore delle persone colpite dal sisma. Con i fondi raccolti, oltre ai 94 nuclei abitativi di Onna, ai quali la Croce Rossa Italiana ha destinato 5 milioni e 200 mila euro, la CRI ha costruito un centro di riabilitazione territoriale a Collemaggio, ed un ambulatorio nel comune di Barete. Il 29 gennaio, nuove abitazioni sono state consegnate a San Gregorio: qui la CRI, con circa 2 milioni di euro provenienti dalla raccolta fondi pro Abruzzo, ha sostenuto la costruzione di 70 moduli abitativi provvisori (MAP). Fra i progetti in corso di realizzazione: a San Gregorio un centro di terapie riabilitative e un centro civico, a Navelli un ambulatorio, la nuova sala comunale ed un centro anziani ed a Paganica un ambulatorio ed un centro di ascolto, il Progetto “Radici” di sostegno psico-sociale alle persone colpite dal sisma.

I DATI DELLA CASSA DEPOSITI E PRESTITI (http://www.cassaddpp.it/)

Nell’ambito degli interventi urgenti in favore delle popolazioni colpite dagli eventi sismici nella Regione Abruzzo nel mese di aprile 2009 (D.L. n. 39/2009), Cassa depositi e prestiti ha messo a disposizione 2 miliardi di euro per la riparazione di immobili adibiti ad abitazione principale ovvero per la ricostruzione o l’acquisto di nuove abitazioni sostitutive dell’abitazione principale distrutta. I finanziamenti erogati attraverso il sistema creditizio è in vigore fino al 31 dicembre 2012.

I DATI DI LEGAMBIENTE (http://www.legambienteabruzzo.it/) Sono 4.950 le opere d’arte, recuperate e messe in sicurezza in chiese e palazzi gravemente danneggiati dal sisma che il 6 aprile scorso ha colpito la città dell’Aquila. Statue, dipinti, sculture, oggetti sacri e liturgici sono stati recuperati tra le macerie grazie all’impegno delle istituzioni, dei Vigili del Fuoco, delle Soprintendenze, delle forze dell’ordine e dei 350 volontari di Legambiente specializzati nella salvaguardia dei beni culturali in caso di calamità, che fin dal primo momento dell’emergenza hanno messo a disposizione energie e competenze. Sono stati inoltre posti in salvo 247.532 volumi, alcuni dei quali antichi e pregiati, provenienti dagli archivi storici e dalle biblioteche dell’Aquila, principalmente la Biblioteca Arcivescovile e quella del Convento di Santa Chiara. Gli interventi di recupero ai quali hanno partecipato i volontari di Legambiente riguardano per la maggior parte operazioni di recupero e trasporto nei magazzini temporanei oppure interventi di messa in sicurezza in loco. Le opere salvate risalgono a un arco di tempo che va dall’età medievale a quella contemporanea: per esempio una Madonna con bambino del XII secolo, la croce processionale dell’Arcivescovado in bronzo del XIII secolo, un dipinto attribuito a Raffaello e un Cristo dipinto da Mattia Preti del XVII secolo. I volontari di Legambiente hanno operato in edifici di straordinario interesse storico-artistico, come la Basilica di Santa Maria di Collemaggio, il Museo Nazionale d’Abruzzo nel castello Cinquecentesco, il Duomo dei SS. Massimo e Giorgio, la Basilica di San Bernardino, il palazzo dell’Arcivescovado, la Chiesa del Suffragio o delle Anime Sante. (a cura di Luisanna Benfatto) L’Aquila a un anno dal terremoto Radio24 / Il bilancio di Bertolaso Le carriole nel centro dell’Aquila, uova e colombe a un anno dal sisma
Tratto da http://www.sole24ore.it

Workshop: i bisogni in emergenza!

6 aprile 2010 1 commento

Di seguito riportiamo i risultai del workshop sui bisongo in emergenza. Abbiamo separato i bisogni in impliciti, espliciti e latenti prendendo in considerazione tre tipologie di soggetti: le persone coinvolte direttamente in un’alluvione, le organizzazioni / associazionbi di volontariato coinvolte indirettamente in un alluvione e le istituzioni (Sindaco). La prossima lezione del corso è in programma per mercoledì 7 aprile alle pre 21.00.

Bisogni delle persone direttamente coinvolte

Bisogni Impliciti

essere informati sulla gravità dell’evento

Disporre dei soccorsi

Ripristinare i servizi di prima necessità

Ricongiungimento dei famigliari

Sicurezza e logistica

Arrivo dei soccorsi

Mangiare

Dormire

Servizi igienici

Vestiario

Informazione sulla situazione e sulle persone più vicine a te

Informazioni sull’intervento dei soccorsi da parte delle varie istituzioni

Bisogni di informazione sullo stato dei famigliari

Bisogni essenziali della vita quotidiana

Bisogno di recuperare i propri effetti

Bisogni espliciti

Ripristinare lo stato iniziale prima dell’intervento

Verifica dei danni

rimborso dei danni

supporto morale

ripristinare i servizi (acqua luce gas9

Ripristinare i servizi quotidiani (scuola chiesa, punti di ritrovo)

Motopompe e assistenza

Assistenza sanitaria

recupero oggetti personali (valore affettivo)

Stufe

raggruppare gruppi famigliari

Rifugio sicuro con utenze essenziali (riscaldamento luce e cibo)

Possibilità di comunicare autonomamente

Bisogno di sentirsi utile

Ritorno alla normalità

Bisogno di svolgere attività di animazione

creazione di spazi dedicati alla collettività

Bisogni latenti

Disponibilità e generosità di chi non è stato coinvolto direttamente dall’emergenza

Anticipare i tempi nel ripristinare i servizi (luce acqua e gas)

Supporto morale

Comprensione del datore di lavoro

Area svago e aggregazione

Giocattoli

Condizionatore

Supporto psicologico

Non essere compatito

Bisogni associazioni di volontariato / gruppi di PC non coinvolti direttamente dall’evento

Bisogni impliciti

Essere attrezzati

Adattarsi alle situazioni di emergenza

Organizzazione operativa e logistica

Attrezzature e mezzi per poter operare

coordinamento locale

Turnazione corretta

Aver la possibilità di fare più cose

Corretta e tempestiva informazione

Organizzazione e coordinamento efficaci

Mangiare dormire

Servizi igienici

Coordinamento

Attrezzature

Contatto diretto con le istituzioni

Servizio Radio

Assistenza medica

Bisogno espliciti

Riuscire a creare un rapporto di rispetto reciproco

Materiali, mezzi  attrezzature idonee all’emergenza in atto

Vestiario di ricambio

Turnazione frequente

Area svago

Bisogno latenti

Tornare a casa con la speranza di essere stato utile

Gratificazione della persona coinvolta nell’evento

Televisione o radio

Gratificazione delle persone soccorse

Bisogni istituzioni (Sindaco)

Bisogni impliciti

Entità dei danni

Informazione ai cittadini

Coordinarsi con le istituzioni superiori

Attuazione del piano comunale di PC

Piano di PC efficiente

Supporto dei cittadini

Informazioni aggiornate e tempestive

Funzionamento del sistema di allerta e soccorso con attuazione del piano di pc

Che il sindaco attivi il piano di emergenza

Coordinare i rapporti con le varie istituzioni

Mantenere i rapporti con la popolazione

Bisogni espliciti

Coordinare insieme ai tecnici comunali e non le priorità degli interventi

Piano di sicurezza antisciacallaggio

Finanziamenti per la ricostruzione

Solerzia delle istituzioni superiori

Disponibilità di risorse per fronteggiare la situazione (mezzi – generi conforto – utenze…)

Informazioni da parte dei cittadini sulle condizioni di  gravità e sulle necessità di una specifica area territoriale

Mantenere il controllo della situazione

fare un censimento dei danni

mantenere l’efficienza amministrativa

Bisogni latenti

Consistenza esagerata di volontari superiore all’entità del danno

Supporto continuo post evento

Fondi necessari alla ricostruzioni in tempi brevi

Ringraziamenti

Collaborazione attiva della cittadinanza per seguire il piano di pc

Solidarietà inaspettata da enti o persone non coinvolte dall’evento

Ricordiamo che i risultati di tutti i workshop saranno sempre visualizzabile nella sezione “Risultati”, cliccando qui

Ancora violenza su minori: la CRI di Valenza per Alessandro

29 marzo 2010 2 commenti

Alessandro chi ?, forse un nome in mezzo a tanti, una notizia come tante altre, ma se vi dico cocaina, violenza, Genova…., questo vi può aiutare ?.

Bravi ! avete proprio ragione stiamo parlando del piccolo Alessandro 8 mesi, ucciso pochi giorni fa in una brutta storia di droga, pochezza personale e violenza; una brutta storia ancora al vaglio della Magistratura che dovrà individuare le singole responsabilità.

Da sempre il Movimento Internazionale della Croce Rossa e Mezzaluna Rossa si è schierato a fianco dei più deboli, di chi non c’è la fa, di chi è emarginato,  allora ci chiediamo: chi può essere più debole e indifeso di un bimbo di soli 8 mesi ?.

È stato John Bowlby (1907-1990), psichiatra inglese, a richiamare  l’attenzione sul ruolo della madre (o a qualsiasi altra figura sostitutiva) e sulla funzione particolare del legame affettivo madre/bambino ai fini dello sviluppo della competenza sociale e dell’autonomia.

In parole più comprensibili, per Bowlby, prendere in braccio il proprio piccolo che piange non si configura come un rinforzo e non è un comportamento che condiziona il piccolo rendendolo “viziato”. Si tratta piuttosto della risposta più adeguata ad un segnale di disagio. Qui  mi fermo perché non è nostra intenzione “scontrarci” con il modello comportamentista.

Sicuramente Alessandro avrà pianto più volte e, forse questo è il motivo che ha scatenato tanta violenza, ma secondo voi quali altri mezzi ha un essere così piccolo per farsi sentire ?, per chiedere protezione ?, per chiedere attenzione ?.

Il diritto naturale ad essere genitori, non  esclude i doveri che questo ruolo comporta, la nostra Costituzione agli artt. 29 e 30 sancisce che i genitori hanno prima di tutto un dovere e poi un diritto. Purtroppo molte volte, accanto al nostro diritto di poter compiere un pezzo di strada insieme ad un essere unico nel suo genere, ci dimentichiamo molto spesso dei suoi diritti.

Abbiamo voluto affrontare questo argomento perché ancora una volta siamo di fronte ad un’ennesima piccola vittima innocente e, anche perché nell’anno appena trascorso ricorreva il ventennale della “ Convenzione internazionale sui diritti del fanciullo “ ( New York 20 novembre 1989 ), ratificata dall’Italia con legge 27 maggio 1991 n. 176, che nel suo preambolo esplicita in modo chiaro la necessità di proteggere il minore anche prima della nascita e, qui si cela parte del problema, la protezione e i diritti del fanciullo passano sempre attraverso un adulto.

In conclusione vorremmo lasciarvi una frase su cui meditare. Durante una seduta di supervisione l’argomento in oggetto ci portò a parlare di violenza sui minori e strumenti legali per contrastarla, la psicologa conduttrice del gruppo, concludendo, ci disse: “ il male che un genitore può fare al proprio figlio, nemmeno un pedofilo ci riesce”.

 Ciao Alessandro.

Workshop: quali comportamenti in emergenza (scenario alluvione)?

Di seguito i risultati del workshop sui coportamenti emergenti in situazione di emergenza (scenario alluvione)

Workshop: Cosa accade nel momento in cui si verifica un’alluvione, come ci si comporta, cosa si cerca, cosa si vorrebbe fare…

Punto di vista: Persona coinvolta direttamente nell’evento

–          Preoccupazione di perdere tutto e preoccupazione di essere solo a superare l’evento

–          Non sa cosa fare e come comportarsi nell’immediato futuro

–          Aiuto e collaborazione

–          Mettersi in contatto con le persone più care

–          Panico, senso di impotenza e abbandono

–          Mancanza di comunicazione

–          Disperazione per le possibili perdite di cose o persone

–          Cerca aiuto e spera in un pronto intervento delle istituzioni preposte

–          Cerca di mettersi in salvo con i propri famigliari ed eventuali animali e di salvare quanto possibile

–          Vorrebbe tornare alla normalità nel più breve tempo possibile ed essere continuamente aggiornato sulla situazione

–          Paura di perdita di famigliari – beni

–          Comunicare con i famigliari

–          Valuterà la situazione e cercherà di ritornare alla normalità

Punto di vista: persona coinvolta indirettamente nell’evento

–          Curiosità dovuta all’istinto di vedere di persona cos’è successo

–          Cercare di persona di capire cos’è successo, vedere se ci sono parenti e/o amici coinvolti

–          Adoperarsi per portare aiuto

–          Si metterà a disposizione per aiutare

–          Allerta dei soccorsi

–          Altri si metteranno a curiosare e quindi potranno essere d’ostacolo

–          Possono vigilare per evitare atti di sciacallaggio

–          Ospitare persone coinvolte nell’evento

–          Curiosità, si informa su quanto è successo e se sono coinvolti parenti o conoscenti

–          Dare ospitalità

–          Mettere a disposizioni le proprie capacità

–          Molti si mettono a disposizione per aiutare altri, altri partecipano per curiosità e spesso intralciano e si mettono in pericolo

Punto di vista: Associazione di volontariato / Gruppo di PC non coinvolto direttamente

–          Si mette a disposizione del COM di appartenenza

–          Comunica materiali e attrezzature disponibili

–          Si mette in condizione di piena operatività

–          Il singolo si mette a disposizione del proprio coordinatore

–          Il coordinatore si informa dell’entità del danno e si mette in contatto con l’organo superiore

–          Si cercano risorse umane e attrezzature

–          Rimane in attesa di disposizioni per evitare caos

–          Si mette a disposizione sarà coordinata dalla Prefettura, provincia a COM evitando di prendere iniziative di tipo personale

–          L’associazione una volta coordinata potrà collaborare con i Vigili del Fuoco, e altre forze di PC e istituzioni

–          Contattare le istituzioni proposte

–          Preparare mezzi idonei all’intervento

–          Contattare volontari disponibili

–          Mettersi a disposizione per gli interventi

Punto di vista: Istituzioni

–          Convocare COC COM applicare il piano di PC

–          Coordinare le forze intervenute

–          Lista delle priorità

–          Verifica del piano di PC (se esiste , cosa dice)

–          Il sindaco convoca e apre il COC / COM

–          Tiene informata la popolazione

–          Fa il censimento dei danni

–          Mette in atto tutto il possibile per superare l’emergenza

–          Sfrutta le risorse umane e mezzi in maniera razionale

–          Gestisce l’evento e il post evento

–          Sensibilizza la popolazione

–          Attuano il piano di emergenza

–          Collaborano con i gruppi di volontariato

I risultati dei workshop saranno sempre presenti nella sezione del blog “I risultati”

Lo scenario alluvione: video sui comportamenti (lez. 24 marzo 2010)

La prossima lezione del corso è stata programmata per mercoledì 31 marzo alle ore 21.00!

Nel prossimo post e nella sezione “risultati” caricheremo i primi risultati del workshop sui comportamenti in emergenza.

Gestione del cambiamento: lo scenario alluvione. Aggiornamento

Attenzione! Vi ricordiamo che come concordato durante la lezione di mercoeldi’ 17 marzo, la lezione del corso Governare il cambiamento: lo scenario alluvione  in programma  per questa sera è stata rinviata a mercoledì 24 ore 21.00.

Grazie per l’attenzione! A mercoledì.

Gestire il cambiamento: lo scenario alluvione! ovvero un nuovo modo di vedere la formazione per il volontariato di Protezione Civile.

E’ iniziato ieri sera con grande partecipazione di volontari il primo percorso formativo dell’era 2.0. presso il Centro di Formazione E.Rossi di Valenza. Il percorso “Gestire il cambiamento: lo scenario alluvione” si struttura in 4 lezioni e si focalizza sull’analisi dei comportamenti e dei bisogni delle persone coinvolte durante un evento alluvionale, prendendo in considerazione i punti di vista delle persone coinvolte direttamente, o indirettamente da un alluvione, del volontariato e delle istituzioni. L’obiettivo del corso sarà quello di innescare un diverso modo di riflettere su come intervenire durante situazioni di emergenza. Ieri sera, durante la prima lezione, sono stati trattati i temi di inquadramento generale del contesto di emergenza alluvione ed è stata portata a termine la prima parte di un workshop focalizzato sui comportamenti emergenti in caso di emergenza. E’ stato concordato che la prossima lezione del corso sarà svolta mercoledì 24 marzo anziché lunedì 22 come precedentemente indicato. Vi aggiorneremo dei prossimi sviluppi.

Inizia oggi il corso di primo soccorso

Inizia questa sera alle ore 21.00 presso il centro di formazione “E.Rossi” di Valenza il corso di primo soccorso per volontari di protezione civile. Il corso sarà tenuto da monitori di primo soccorso della Croce Rossa Italiana e si svilupperà in 8 lezioni.

Sono due le ragioni per frequentare un corso di primo soccorso, apprendere le principali nozioni per prestare effettivamente i primissimi e fondamentali soccorsi (manovre salvavita) ad una persona che si trova in stato di necessità ma anche, conoscere i principi base di auto protezione al fine di prevenire il verificarsi di possibili infortuni.

Ci vediamo questa sera!

Massimo Barra, Presidente della Commissione Permanente della Croce Rossa e Mezzaluna Rossa in visita a Valenza (AL)

28 febbraio 2010 4 commenti

Sabato 06 marzo alle ore 16.30 presso il Centro Comunale di Cultura di Valenza in piazza XXXi Martiri, in occasione della presentazione del libro “L’era della contaminazione” di Gianluca Cravera e Dante Paolo Ferraris, sarà presente anche Massimo Barra, Presidente della Commissione permanente della Croce Rossa e Mazzaluna Rossa. Sarà l’occasione per confrontarci su temi di sicuro interesse. VI aspettiamo!!!

Corsi 2010 5° puntata – Corso per formatori in ambito di Protezione Civile

26 febbraio 2010 Lascia un commento

L’idea di questo percorso nasce da un esigenza sempre più concreta: disporre di volontari in grado di formarne altri e di diffondere in maniera capillare lo sviluppo di una cultura della protezione civile.

Il formatore deve possedere due requisiti fondamentali: disporre di consolidate competenze tecniche sui temi trattati durante la formazione e contemporaneamente essere in grado di coinvolgere i partecipanti creando un continuo confronto necessario per favorire l’apprendimento.

Descrizione del corso

Quante volte durante un corso di formazione abbiamo pensato: “che sonno non potevo stare a casa invece di venire a seguire questo corso???”  O ancora “l’argomento è interessante ….ma il docente, non si capisce quando parla…” Sono queste alcune delle più comuni affermazioni che sentiamo quando il docente non è in grado di comunicare e coinvolgere il partecipante durante un corso di formazione. Il percorso nasce quindi con la volontà di trasferire al partecipante le principali tecniche di comunicazione e di formazione. Il corso prevede momenti in cui i partecipanti proveranno a svolgere parti di lezioni relative ad un corso base di protezione civile, ricevendo dai docenti continui feedback di miglioramento e momenti di apprendimento frontale. Al termine del corso è previsto un esame finale consistente nella simulazione di una lezione di un corso base di protezione civile. Il corso è destinato a volontari con esperienza in ambito di protezione civile. Il corso è a numero chiuso.

 

Principali argomenti

I diversi stili di comunicazione e di formazione – La gestione del non verbale – La progettazione della comunicazione 1: La piramide della comunicazione persuasiva – La progettazione di una comunicazione 2: la tecnica dei cornerstones – La gestione delle obiezioni e dei conflitti – Le tecniche d’aula – L’utilizzo degli strumenti didattici

 

Calendario

Sabato 10 aprile ore 09.00 – 17.00

Lunedì 19 – Mercoledì 21 – Lunedì 26 – Mercoledì 29 aprile ore 21-23

Lunedì 03 maggio ore 21-23.

Esame finale data da confermare

Rinviato il corso ABC della Protezione Civile

19 febbraio 2010 Lascia un commento

Vi informiamo che il corso “ABC della Protezione Civile”  con inizio previsto domenica 21 febbraio è stato rinviato a data da definire.

Vi ricordiamo che le iscrizioni possono essere inviate via fax al numero 0131.304768 presso il Servizio Protezione Civile della provincia di Alessandria, oppure via mail ai seguenti indirizzi: volontariatopc@provinicia.alessandria.itiscrizioni.emiliarossi@gmail.com

Corsi 2010 4° puntata – Da Facebook ai blog nuovi strumenti per comunicare

17 febbraio 2010 2 commenti

Corsi 2010 4° puntata. Da fece book ai blog nuovi strumenti per comunicare

Siamo a tutti gli effetti nell’era di Facebook, i social network e i blog stanno assumendo un ruolo sempre più determinante nella comunicazione all’interno di community virtuali. L’obiettivo del corso è quello di accompagnare i volontari verso la conoscenza o la consapevolezza delle potenzialità dei nuovi strumenti che potrebbero essere utilizzati per specifici scopi istituzionali legati alle azioni del volontariato.

Da Facebook ai blog nuovi strumenti per comunicare

I nuovi sistemi di comunicazione, ed in particolare i social network e i blog consentono di comunicare le fasi dell’emergenza in maniera differente diventando uno strumento di diffusione, ma anche di raccolta delle informazioni. Conoscere e utilizzare i nuovi strumenti da Facebook a Twitter ai blog, risulta efficace non solo in emergenza ma anche per attività istituzionali del volontariato. Il corso si propone di presentare i punti di forza e di debolezza dei nuovi strumenti proponendo casi reali di successo.

 

Programma:

Lezione 1: concetti base e propedeutici del web 2.0. Cosa sono le reti, le reti sociali e la transazione dal web tradizionale al 2.0; i blog, facebook, twitter, friendfeed: funzionalità e potenzialità in emergenza e non. Esempi

Lezione 2: workshop – utilizziamo FB, TW e Blog, per migliorare le comunicazioni/informazioni in situazioni di emergenza e in situazioni di pace. Esempi concreti.

Lezione 3: Approfondimenti, domande e proposte.

 

Calendario:

Mercoledì 14 – Lunedì 19 – Mercoledì 21 aprile ore 21.00 – 23.00

Corsi 2010 3° puntata – L’ABC dela Protezione Civile

16 febbraio 2010 Lascia un commento

Questo corso vuole riproporre in chiave aggiornata i concetti base per operare all’interno del sistema nazionale della protezione civile. Lo scopo di questo percorso è quello di aiutare il volontario a scegliere la propria specializzazione, saranno infatti affrontati diversi argomenti, dalla gestione di un magazzino alla logistica dell’emergenza alla normativa e i protocolli di intervento ai rischi. In questo modo oltre ad avviare un possibile ripasso  per i volontari con maggiore “anzianità” di servizio, diventa un modo per confrontarsi con volontari appartenenti a realtà diverse dalla propria. Il corso è indicato sia per i volontari esperti che per chi ha appena iniziato la propria esperienza all’interno della protezione civile.

 

Programma:

Lezione 1: Il sistema nazionale di PC e la normativa regionale

Lezione 2: workshop “i rischi naturali e antropici” 

Lezione 3: Le strutture operative nazionali di PC

Lezione 4: Le comunicazioni in emergenza

Lezione 5: L’attività sociale in emergenza e la psicologia dell’emergenza

Lezione 6: La gestione di un magazzino di pronto intervento

Lezione 7: I sistemi di triage e cenni di medicina delle catastrofi

Lezione 8: la logistica dell’emergenza

Calendario:

Domenica 21 febbraio ore 09-13

23 – 25 febbraio  e  02 – 04 – 09 – 11 marzo ore 21-23

Corsi 2010 2° puntata. I fattori critici di successo di un’emergenza

9 febbraio 2010 Lascia un commento

In questa seconda puntata presentiamo il percorso formativo “I Fattori critici di successo di un’emergenza”. L’idea di questo corso nasce dalla volontà di ragionare “a freddo”, quindi distanti da una situazione di emergenza degli elementi che potrebbero essere migliorati per fornire una risposta più adeguata alla risoluzione della crisi. Sarà anche in questo caso preso in considerazione il punto di vista della persona, sia essa un volontario, un cittadino o un rappresentante delle istituzioni. In questo percorso formativo, ci sarà una parte gestita dai formatori, ed una ricca parte di riflessioni in plenaria finalizzate a far emergere azioni o idee utili a tutti i soggetti che operano in situazioni di emergenza.

Descrizione del corso

Quando si può definire “di successo” la gestione di un’emergenza? Durante una crisi intervengo fattori, variabili e vincoli che, se adeguatamente considerati, possono facilitare la risoluzione positiva della crisi stessa. Le attività che vengono svolte prima del verificarsi di un evento rappresentano sicuramente il primo passo verso una corretta gestione dell’evento, tuttavia a volte non sono sufficienti, si rende necessaria una maggiore attenzione sulle dinamiche di lavoro che vengono messe in atto durante una maxiemergenza.   L’idea è quella di presentare in aula possibili scenari di emergenza coinvolgendo i partecipanti nell’individuazione dei possibili elementi di criticità/opportunità, affrontando in una seconda fase l’analisi degli aspetti teorici/pratici in grado di contribuire al superamento della criticità stessa. Il corso si rivolge soprattutto a volontari che hanno già avuto esperienze in ambito di maxiemergenza al fine di potersi confrontare anche su esperienze personali.

Programma:

Lezione 1: le fasi di una gestione di successo di una maxiemergenza

Lezione 2: workshop “aree di miglioramento della gestione di una maxiemergenza”   – analisi dei bisogni per il successo di una maxiemergenza

Lezione 3: strumenti per migliorare l’intervento del volontariato nelle maxiemergenza

 Calendario:

Domenica 16 maggio ore 09-13 – Venerdì 21 maggio ore 21-23

Altre informazioni sull’offerta didattica 2010 sono disponibili cliccando qui

Corsi 2010 1° puntata. Governare il cambiamento: lo scenario alluvione

5 febbraio 2010 Lascia un commento

Iniziamo oggi a presentare in dettaglio i nuovi programmi formativi del centro di formazione “E.Rossi”. Il primo percorso dal titolo “Governare il cambiamento: lo scenario alluvione” ha lo scopo di affrontare un tema “caldo” soprattutto per il nostro territorio. A differenza di altri percorsi svolti negli scorsi anni, questo vuole approfondire gli aspetti legati ai comportamenti delle persone che si trovano coinvolte in un  evento devastante come un’alluvione. Non si entrerà nello specifico delle cause o delle origini/dinamiche del fenomeno, ma ci si focalizzerà su come riuscire a portare un contributo in termini di benessere o meglio di ritorno alla normalità rispetto al persone che sono state coinvolte.

Descrizione del corso  

Uno dei più frequenti problemi che il volontario deve affrontare risulta essere la sua capacità di adattarsi in un contesto spesso nuovo, difficile e diverso come quello rappresentato da una maxi emergenza.

Il percorso nasce con lo scopo di far comprendere le dinamiche, saper interpretare e leggere l’evento, conoscere a quali rischi il volontario andrà incontro, conoscere quali disagi potrà vivere durante l’emergenza. Conoscere in generale lo scenario. Il focus non sarà solo teorico (come si origina un evento) ma consentirà al volontario di proiettarsi durante un’emergenza cogliendo le dinamiche del disastro e il contesto. Il corso è indicato per i volontari che non hanno mai vissuto una maxiemergenza, ma anche per i volontari con più esperienza, sarà infatti l’occasione per scambiarsi e raccogliere reciproche esperienze e definire possibili aree operative di miglioramento.

Programma:

Lezione 1: Cos’è un’alluvione e cosa accade in quei momenti prendendo in considerazione il punto di vista dei volontari della popolazione e delle istituzioni

Lezione 2: workshop “i comportamenti emergenti durante un’alluvione” 

Lezione 3: Debriefing e analisi dei bisogni (popolazione /volontariato /istituzioni) Lavori in sottogruppi.

Lezione 4: Follow-up : analisi piani operativi

Calendario:

Mercoledì 17 – Lunedì 22 – Mercoledì 24 marzo ore 21.00 – 23.00

Mercoledì 07 aprile follow-up ore 21.00 – 23.00

 Ulteriori approfondimenti sull’attività didattica 2010 la potrete trovare nella pagina “Offerta didattica” di questo blog. Nei prossimi giorni saranno presentati altri percorsi formativi, ti aspettiamo!

Intervista a Dante Ferraris su 7 Gold

21 gennaio 2010 1 commento

Oggi 21 gennaio alle ore 12.30 all’interno del TG7, sarà intervistato in diretta Dante Ferraris Commissario Regionale del Piemonte della Croce Rossa Italiana e Disaster Manager della Provincia di Alessandria. Si discuterà di maxiemergenze con particolare riferimento al recente sisma che ha coinvolto Haiti.

Serve l’iperspecializzazione?

20 gennaio 2010 Lascia un commento

Di fronte a drammi così grandi come quello che ha recentemente colpito Haiti ,qual è il ruolo che può essere giocato dal volontariato?

Occorre disporre di persone che pur volontariamente siano super specializzate in determinate aree di intervento oppure al contrario occorrono persone volenterose che eseguino senza capacità critica?

Il ruolo della formazione del volontariato di fronte a simili scenari di reale maxiemergenza deve riuscire a coniugare le competenze tecniche con la capacità di comprendere quello che sta avvenendo.

In un contesto complesso l’iperspecializzazione finirebbe per essere meno utile rispetto ad un approccio flessibile che parte da un ascolto o meglio da una comprensione del problema e lo supera mettendo a disposizione la propria esperienza e le proprie competenze consolidate durante la formazione ma anche durante le esperienze maturate in operazioni analoghe.

E’ normale che osservando e approfondendo ciò che sta avvenendo ad Haiti molti di noi possano pensare che sia poco utile impegnare tempo nella formazione in ambito di protezione civile, la situazione è così drammatiche che sono altre le soluzione che si dovrebbero trovare, tuttavia riteniamo che sia propria la formazione, il coinvolgimento e la creazione di una cultura realmente diffusa della protezione dei civili la strada che potrebbe portare ad una più rapida risoluzione della crisi.

La tragedia di Haiti porta inoltre in evidenza un altro limite legato all’impossibilità di standardizzare gli approcci di intervento; sono in campo le maggiori forze economiche e militare del pianeta eppure la gestione della fase di emergenza ad una settimana dall’evento non è neppure cominciata.

I motivi di questi ritardi non sono solo dovute ad eventuali carenza di coordinamento ma al fatto che una maxiemergenza non è mai uguale ad un’altra e quindi la strada della standardizzazione degli interventi è poco utile, ciò serve è ancora una volta la capacità di saper mettere in campo soluzioni veloci, efficaci ed efficienti dato il contesto.

Devastante terremoto ad Haiti!!!

13 gennaio 2010 Lascia un commento

Devastante terremoto ha colpito ieri sera alle 23.00 ore italiane Haiti. Cliccando qui potrete ascoltare un’intervista  telefonica di Marta Novello (Corriere della Sera)  a Massimo Barra Vice Presidente della Croce Rossa Internazionale.

Volontari di PC in azione anche a Natale

29 dicembre 2009 Lascia un commento

Sono rientrati pochi giorni fa oltre 50 volontari impegnati nella recente emergenza in Liguria (attualmente ancora in corso). La colonna provinciale formata da volontari dei gruppi comunali di Ovada, Piovera, dell’associazione Due fiumi, degli Alpini e dei coordinamenti di Vercelli e di Novara ha operato ad Ameglia vicino a Sarzana, l’intervento principale è stato quello di liberare le case dall’acqua e dal fango portata dal Magra. La professionalità e l’organizzazione dei volontari impegnati ha permesso ancora una volta di distinguersi in un contesto complesso e ricco di confusione.

Sempre più spesso assistiamo a situazioni in cui l’esperienza non può e non deve essere l’unico requisito in dote al volontariato di protezione civile, occorrono competenze adeguate ai contesti di azione, competenze che devo essere coltivate e approfondite soprattutto in periodi di non emergenza per poter essere messe a disposizione in momenti di crisi.

Ieri mattina intanto la provincia di Alessandria ha voluto ufficialmente ringraziare i volontari che si sono impegnati durante l’emergenza Abruzzo; il Presidente della Provincia Paolo Filippi e l’Assessore alla Protezione Civile Carlo Massa hanno consegnato gli attestati di benemerenza a tutti i volontari che hanno operato in Abruzzo.

Osservare il Terzo Settore!!!

26 dicembre 2009 Lascia un commento

Vi segnaliamo un interessante sito (http://www.terzosettore.lavoro.it/) in cui è possibile trovare molte informazioni utili relative al Terzo Settore, si tratta del portale nazionale del Terzo Settore istituito dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, in collaborazione con l’Istituto per gli Affari Sociali. Particolarmente utile la sezione dedicata alla normativa e quella dedicati ai bandi nazionali ed internazionali. Oltre ad essere ricco di informazioni risulta particolarmente gradita la funzione di ricerca con la quale è possibile filtrare tra molte opzioni riuscendo in una ricerca precisa.

Segnaliamo infine la possibilità di iscriversi  direttamente alla news letter del terzo settore attraverso la quale poter essere sempre aggiornato sulle novità.

Disaster session

15 dicembre 2009 Lascia un commento

Giovedì 17 dalle ore 21.00 alle ore 23.00 nell’ambito del corso di protezione civile per operatori CRI – 1° livello, sarà organizzata una Disaster Session, ovvero la simulazione di gestione di una maxiemergenza. Il format della Disaster Session viene utilizzato dal Centro di Formazione CRI “E.Rossi” per spiegare ed approfondire le logiche di gestione dell’emergenza definite dal Metodo Augustus. L’idea è quella di suddividere i partecipanti in piccoli gruppi, quanti sono le funzioni che intervengono nella gestione dell’emergenza previsto dal metodo Augustus, ad ogni funzione saranno assegnate risorse disponibili e vincoli, i partecipanti senza alcuna indicazione dovranno definire le azioni prioritarie per riportare la situazione alla normalità superando lo stato di crisi. L’efficacia del format emerge soprattutto per agevolare la comprensione dell’utilità della pianificazione dell’emergenza.

Allerta neve & protezione civile

13 dicembre 2009 Lascia un commento

Da questa sera, per tutta la settimana le previsioni meteo indicano la possibilità di nevicate anche sul nostro territorio, la prima vera neve anche a bassa quota.

Da semplice nevicata a emergenza neve, bastano poche variabili a trasformare un fenomeno stagionale in una possibile criticità che richiede interventi straordinari da parte di molti soggetti tra i quali anche i volontari di protezione civile.

C’è da chiedersi se spalare la neve sia un’attività che richieda specializzazione specifica, e che quindi sia necessario dedicare un post anche su questo blog…

La vera riflessione tuttavia deve essere un’altra, il volontariato di protezione civile diventa spesso indispensabile di fronte anche a semplici nevicate nella misura in cui è capace a sfruttare non tanto le proprie competenze quanto la propria capacità di autorganizzarsi e autogenerare valore sociale, fornendo un supporto silenzioso, efficace e soprattutto molto economico.

L’emergenza neve può essere vissuta come un modo per sperimentare la capacità dei gruppi di provare a lavorare insieme in un ambito di azione che non è sempre di vera emergenza ma è comunque di indiscutibile utilità.

Crescere nel ruolo di volontario, se di ruolo di può parlare, significa anche poter confrontarsi con altre realtà o volontari al dì fuori dei confini della propria associazione… l’allerta neve diventa un modo per coinvolgere e quindi alimentare l’interesse di volontari effettivi e potenziali verso il mondo della protezione civile.

Segnalateci le vostre esperienze!!!

Plusvalenza???

10 dicembre 2009 4 commenti

Perché plusvalenza? il nome di questo blog, interamente dedicato alle attività del Centro di formazione CRI “E.Rossi”, nasce con un duplice scopo: quello di ricordare che il Centro di Formazione è nato a Valenza (AL) e qui continua ad avere la sua sede principale oggi completamente rinnovata e ospitata presso l’istituto tecnico commerciale “C.Noè” in strada Pontecurone n. 19, a questo si aggiunge la volontà di considerare la formazione come il valore aggiunto il “plus” appunto che dove continuare a contraddistinguere il volontariato preposto ad intervenire in situazioni di emergenza.

In questo blog si parlerà di formazione, di protezione civile e di volontariato. Plusvalenza con lo scopo di promuovere, informando quanti più volontari possibili delle iniziative organizzate dal nostro centro di formazione, ma anche con l’intento di diventare uno strumento utile per incrementare l’apprendimento.

Dedicheremo infatti spazio a raccontare cosa avviene all’interno delle aule, pubblicando i risultati delle esercitazioni e dei workshop consentendo un ampio confronto con quanti vogliono approfondire le tematiche trattate durante i percorsi formativi.

L’attività didattica 2010 inizierà nel prossimo mese di febbraio, attualmente stiamo portando a termine il primo Corso per operatori CRI di protezione civile – primo livello.

Chiunque abbia  voglia di comunicare con il Centro CRI “E.Rossi” lo potrà fare sia attraverso questo blog sia inviando una mail a centro.emiliarossi@gmail.com