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Le curve dell’apprendimento

Spesso dopo un’emergenza, magari di elevata entità, si susseguono per lunghi e interminabili periodi delle tempeste formative o informative. Gli enti istituzionali e non fanno a gara (nel senso buono del termine) per organizzare corsi e incontri formativi specifici sul rischio che ha coinvolto il territorio.

Il motto è: “battiamo il ferro finché è caldo”, ovvero approfittiamo di un momento in cui l’attenzione delle persone coinvolte è alto per riuscire a coinvolgerne quante più possibile in un’azione di prevenzione.

Tale teoria non è affatto errata, anzi risulta essere efficace ed efficiente, tuttavia non basta, si deve trattare solamente dell’inizio di un sistema che dovrà essere continuamente alimentato e aggiornato.

L’apprendimento della popolazione verso la tutela dei rischi deve continuare per un periodo di tempo illimitato e deve essere uno degli obiettivi che il volontariato e le istituzioni dovrebbero darsi, soprattutto nei territorio più soggetti a rischi.

La vera difficoltà nel continuare ad organizzare corsi o incontri sarà proprio quella di andare a stimolare un interesse anche dopo molto tempo dal verificarsi dell’emergenza.  Come? Intanto adottando un linguaggio il più semplice possibile, comunicando la protezione civile come un qualcosa che serve e funzione tutti i giorni, che è utile a te stesso ma anche alle persone che ti stanno attorno. per incrementare il coinvolgimento può essere utile utilizzare diversi format comunicativi che vanno dalla commedia teatrale, alla lettura ad alta voce, al quiz , alla radio, insomma in funzione del target che si vuole coinvolgere occorrono utilizzare particolari linguaggi comunicativi.

Un conto è conoscere gli argomenti trattati, un conto è fare in modo che tali argomenti siano fatti propri da chi ti ascolta e, nel caso della protezione civile, questo passaggio non è affatto secondario.